giovedì 12 dicembre 2013

BrAgorà, il negozio dove si ricicla tutto


Nel negozio "Bragorà", vicino a Campo della Bragora a Venezia, tutto, ma proprio tutto è riciclato: anche i mobili dell'arredo
La caffettiera-lampada di Sara Trentini
Venezia – Prima dell'inaugurazione, i veneziani di Campo della Bragora si chiedevano cosa fosse: l'ennesimo negozio made in china? L'ennesima pizzeria al taglio? L'ennesimo “ripostiglio” di souvenir a basso costo? Niente di tutto questo: dallo scorso novembre, in Salizada Sant'Antonin, un negozio insolito e originale sta conquistando i residenti. Si chiama BrAgorà e tutto, al suo interno, è frutto del riciclo. Il camerino dove provarsi magliette e vestiti è una vecchia cabina telefonica, il bancone è un frigo da ristorante, la cassa è una Olivetti degli anni Settanta, la bilancia sembra uscita da un film in bianco e nero e un'intera parete è tappezzata di portabottiglie da cantina. BrAgorà è uno spazio, e un negozio, dove si comprano oggetti di design nati dall'assemblaggio e dal recupero di cimeli che tutti amiamo chiamare “vintage” e che, per questo, ci piacciono tanto. Ma chi ha creato tutto questo? La buona notizia è che lo spazio di “BrAgorà” – aperto anche a corsi, presentazioni e a matrimoni civili di qualsiasi orientamento – è un'estensione della veneziana OFFicina, il piccolo incubatore che, in Calle del Traghetto Ca' Rezzonico, è diventato famoso per le sue creazioni di abbigliamento personalizzabile (come le magliette con lo “spritz”), per la consulenza grafica rivolta ad aziende e a privati e allo smaltimento e riciclaggio di rifiuti speciali come i computer e i toner delle stampanti.
La borsa "Camoz" fatta con le vecchie vele cucite da Camilla Morelli
Replicando il “concept”di OFFicina, nel nuovo punto vendita BrAgorà convivono tre realtà: Re.Te. Srl, azienda che dal 2004 si occupa dello smaltimento, riciclaggio e riutilizzo di rifiuti speciali; Dei Rossi Shipping-Hi log, casa di spedizione specializzata nella laguna di Venezia che esegue trasporti in tutto il mondo, e LaMaia Desnuda, referente nel campo della personalizzazione di abbigliamento e articoli promozionali. In esposizione, a BrAgorà, ci sono oggetti d'arte, gioielli, materiali d'arredo e di design tutti ispirati al concetto di riutilizzo di materiali di scarto. Ma, al di là della vendita, “BrAgorà è un salotto dove chiunque, abitante o turista consapevole, può incontrare persone nuove, contribuire, specchiarsi o esprimersi”, dicono i fondatori. Ed ecco una prima lista di designer emergenti che espongono e vendono i loro oggetti di uso quotidiano: ci sono i “Nati con la camicia” di Raen Bonato, che realizza nuovi prodotti con stock di camiceria non più utilizzati; i gioielli di design di Andreina Brengola; i quadri da legno di risulta di Matteo Bertelli; le borse realizzate con le vele riciclate di Camilla Morelli e del marchio Camoz2. Ci sono i prodotti delle Malefatte e le immagini del fotografo Giacomo Martines attraverso www.tonki.it; interessanti sono anche la mappa di Venezia impermeabile e indistruttibile di Palomar srl; le lampade che nascono da telefoni e caffettiere di Sara Trentini; le insegne luminose dello studio architettura-design Ata (www.riluci.it); le ceramiche di Andrea Reggiani e le sculture giapponesi di Masaru. 


Pubblicato il 12 dicembre su La Nuova di Venezia e Mestre www.nuovavenezia.it